Monumento

Origini e storia

Le origini

L’Arsenale era l‘antico cantiere navale dela Repubblica marinara di Amalfi, dove si costruivano e riparavano imbarcazioni da guerra.

L’edificio viene attestato per la prima volta in un documento del 1059 con il termine arabo àrsena” o arsìna”.

Dal XIII secolo fu definito con il termine latinizzato “tarsienàtus”, che in età rinascimentale diventò “tarsinàle”.

 

La collocazione

La collocazione dell’Arsenale è rimasta la stessa dalle origini fino ad oggi. Il cantiere fu fondato su di una platea” di calce, che a sua volta poggiava sulla sabbia e sul tufo piroclastico eruttato dal Vesuvio nel 79 d.C. Il materiale vulcanico si era depositato sulle colline dei Monti Lattari e successivamente era scivolato a valle a causa di forti piogge torrenziali.

 

La struttura originaria e quella attuale

Le dimensioni dell’Arsenale erano più grandi di quelle attuali. Della primitiva costruzione oggi restano due sole corsie rispetto alle tre originarie e una lunghezza di poco superiore ai 40 metri, pari a circa la metà dell’edificio di epoca medievale.

Una parte dell’edificio è andata distrutta a causa di violente tempeste di mare che si sono succedute nei secoli. Un undicesimo pilastro fu abbattuto nell’800 per permettere il passaggio della strada statale verso Sorrento.

Una delle tempeste di mare che dovette contribuire maggiormente alla distruzione di parte dell’Arsenale di Amalfi fu quella che colpi il golfo di Napoli e Salerno il 25 novembre 1343. Si trattò di un fenomeno violentissimo, di forza 9-10, che durò 20 ore e fu accompagnata da trombe d’aria e onde eccezionali.

Il poeta Francesco Petrarca, che si trovava a Napoli, ebbe modo di osservarla e di descriverla con parole piene di ammirazione e paura.

“Essendo sopraggiunta nuovamente una potente tempesta di mare, tutte le mura e le case prospicienti il litorale furono scrollate dalle fondamenta.

Si dice che questa tempesta abbia infuriato lungo tutto l’Adriatico, il Tirreno e per ogni dove.” 

 

Dal Medioevo ad oggi

Dopo il declino della Repubblica Marinara di Amalfi, l’Arsenale perse la sua funzione originaria e fu utilizzato per funzioni anche molto differenti, diventando persino un’autorimessa per autobus di linea.

Solo nel 1934 ci si rese conto della sua grande importanza storica, per cui fu restaurato e riaperto al pubblico. Un più recente e definitivo intervento di restauro lo ha riportato agli antichi splendori.